Mantenere il cervello in forma? Abbiamo dei consigli per te!

Proteggere l’udito, tenere il cervello allenato, mangiare in maniera equilibrata, dormire a sufficienza, svolgere attività fisica regolare, curare la socialità e non fumare questi sono alcuni dei consigli che oggi vi andremo a dare.

Il cervello è un muscolo, e come tale ha bisogno di allenamento, di esercizio, di attività per non indebolirsi. Ad esempio, un recente studio svizzero ha confermato che correre incrementa la formazione di nuovi neuroni e dunque migliora la memoria. Così come è importante l’alimentazione: frutta e verdura proteggono i neuroni. E il sonno: proprio di notte le connessioni tra i neuroni di riorganizzano.

L’attività fisica aiuta a conservare una buona memoria. I ricercatori del Radboud University Medical Center, in Olanda, hanno condotto numerosi test su un centinaio di volontari e sono arrivati alla conclusione che svolgere attività fisica regolare dopo avere studiato, letto, lavorato per più di quattro ore consolida la nostra memoria. Il motivo sta nel fatto che l’esercizio fisico aiuta il rilascio di sostanze chimiche, compresa la dopamina che aiuta il meccanismo di rafforzamento della memoria.

Spezzare quindi le abitudini, imparare una lingua straniera, gustarsi un po’di avocado, pomodoro e noci: per mantenere la mente attiva e brillante basta davvero poco: bastano pochi gesti semplici per mantenere il cervello in forma, sano ed efficiente senza sprecare denaro in medicinali, a volte costosi e poco utili.

Come proteggere e tenere allenato il nostro cervello

Salvaguardare l’udito

Diversi studi hanno dimostrato come chi ha problemi di udito ha un rischio maggiore del 30-40% di accelerazione del declino cognitivo. Queste indagini non hanno ancora chiarito del tutto le basi neurofisiologiche che legano i problemi di udito al decadimento delle funzionalità cerebrali, ma è certo che proteggere le orecchie dal rumore eccessivo è una scelta virtuosa anche per il cervello.

A tal fine è bene non usare per più di due ore consecutive i dispositivi musicali, regolando gli auricolari su volumi medio-bassi (al di sotto dei 40 decibel).

Allenare la mente

Favorisce le capacità cognitive e aiuta a prevenire la demenza perché aumentano le connessioni tra i neuroni. Svolgere nuovi compiti può stimolare la crescita dell’attività celebrale in diverse aree. È consigliabile svolgere attività anche banali, ma che spezzino la solita routine, ad esempio ci si può lavare i denti con la mano non dominante, oppure svolgere piccoli compiti ad occhi chiusi.

Usare il tatto, anziché la vista, per identificare gli oggetti stimola le aree corticali che elaborano le informazioni tattili e rafforzano le sinapsi. Via libera dunque alle attività creative come cucinare, in quanto può essere considerato un esercizio globale per il cervello perché agisce su tutti i sensi.

Mangiare in maniera equilibrata

Oltre ad assicurare all’organismo una buona idratazione, che aiuta le performance cerebrali, è importante assicurarsi una dieta sana ed equilibrata.

Sono moltissimi gli studi che si occupano di alimentazione e buon funzionamento cerebrale. Il Rush University Medical Center di Chicago, per esempio, sostiene che la Dieta Mind riduca in maniera significativa le probabilità di sviluppare Alzheimer. Consumare cereali integrali tre volte al giorno e molta verdura a foglia larga, fonte di vitamina C e di altre sostanze neuroprotettive, ideale anche una piccola quantità di noci e semi di zucca, ricchi di acidi grassi essenziali omega 3 e omega 6 e di minerali come zinco e magnesio, importanti per la biochimica cerebrale e i processi di memorizzazione.

Contrastare l’insonnia e dire no al fumo

Insonnia, fumo, smog, solitudine e sedentarietà sono nemici della salute del cervello.

La mancanza delle ore di sonno causa, oltre ai disturbi dei ritmi circadiani, l’aumento della concentrazione di beta- amiloide, proteina alla base dei processi distruttivi dell’Alzheimer. Inoltre causa depressione, una condizione che compromette le funzione cognitive, innescando un circolo vizioso.

Anche la vita sociale gioca un ruolo importante nel decadimento cognitivo, soprattutto nelle persone anziane per le quali bisogna porre attenzione, in quanto, diversi studi hanno dimostrato come gli appartenenti alla terza età che frequentano poche persone o nessuno, presentano un aumentato sviluppo di demenza e alterazioni della beta-amiloide (la così detta proteina dell’Alzheimer).


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